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Le date sono: 17 settembre; 13 ottobre; 17 novembre; 15 dicembre.
Osservando con attenzione i risultati elettorali e meditando sui numeri che escono dalle urne e leggendo con attenzione l'affluenza al voto, ed in questo caso ci riferiamo alle consultazioni elettorali 2009, ci viene spontanea la domanda: i risultati rispecchiano realmente la volontà popolare?
A questo nostro interrogativo appuriamo che il risultato dell'ultima campagna elettorale si basa sul voto del 65% delle persone che hanno diritto al voto.
Tenendo conto di chi non ha votato, i risultati sono appunto: 35% nessun partito. 33,80% centro destra. 31,20% centro sinistra.
Vuol dire che la maggioranza degli italiani fa parte del partito del "non voto" e non si rappresenta né con il centrodestra né con il centro sinistra.
Una legge, per essere approvata, dovrebbe avere più del 50% del consenso. Se si tenesse conto dei non votanti non passerebbe nessuna legge. Il "non voto" dovrebbe contare, eccome se dovrebbe contare.
Solo che chi la pensa diversamente non può esprimersi. Con il 30% circa dei voti quindi uno schieramento si trova a governare, questa é la realtà.
A mio avviso questo é antidemocratico. In parlamento dovrebbero esserci su 100 sedie: 34 al centro destra, 31 al centro sinistra e 35 vuote. Se il "non voto" fosse considerato voto a tutti gli effetti nessuna legge passerebbe.
Il vantaggio sarebbe, però, quello di dare voce a tante persone che hanno tante idee che invece in questo momento non hanno nessuna possibiltà di dire la loro.
Alessandro Ferrara risponde a Dario Antiseri che propone anche in Italia la Tenure Track tanto usata negli Stati Uniti. Nel suo intervento il Ferrara sottolinea che "Avendo per diversi anni fatto diretta esperienza del sistema americano, volevo offrire due parole di chiarimento su che cosa è la tenure-track. Il fatto che un posto di livello iniziale sia su tenure-track significa che budgetariamente l'università che lo bandisce si assume l'onere (o che accantoni da subito le somme necessarie o che se le procuri in seguito) di finanziare il prosieguo di carriera fino a ordinario - FATTO SALVO IL GIUDIZIO DI MERITO. La differenza con l'Italia si coglie bene se si guarda al dato aggregato. Se ci sono 10 ricercatori su tenure track in un dipartimento, l'università ha l'obbligo di fornire i fondi per il passaggio ad associato a tutti, sempre salvo il giudizio di merito, e non a un sottoinsieme. Non può accadere quindi quel tipico fenomeno italico, per cui in consiglio di facoltà il preside annuncia che è riuscito ad ottenere fondi per bandire 5, 6, 7 posti di associato, mentre ci sono 50 ricercatori in attesa, e dunque poi il vero concorso è ottenere che si bandisca ad esempio numismatica piuttosto che francese, mentre quello finto è far vincere il candidato locale sul posto bandito. I due sistemi quindi richiedono - per andare avanti nella carriera - due tipi di capacità completamente diversi. Quello italiano richiede che si sia organici a una maggioranza di consiglio di facoltà che spingerà per il bando giusto, mentre le pubblicazioni da sole non hanno mai fatto vincere a nessuno un concorso, quello americano richiede che si passi il giudizio di merito, mentre ognuno ha un proprio bando tutto per sé e non sorge il problema di orientare le scelte del consiglio di facoltà.
x Pubblichiamo l'intervento di Mauro Federico svolto il 14 maggio 2010 al Consiglio di Facoltà dell'Università degli Studi di Messina, prima, però fareste molto bene a seguire ATTENTAMENTE il seguente video buona visiona.
“Cari Colleghe e Colleghi, desidero, in primis, sottolineare come la protesta dei ricercatori contro il DDL “Gelmini” trova la sua scaturigine dai ricercatori stessi, ma travalica taluni aspetti forse corporativi, e coinvolge tutta l’Università italiana, tutto il Corpo Accademico, riverberandosi sul futuro dell’intera società civile.
Il DDL, infatti, i cui primi otto articoli sono stati approvati dalla Commissione Cultura del Senato della Repubblica senza alcuna opposizione, appare strutturato, meglio, dettato, da Poteri forti e trasversali, esterni all’università, la cui punta di diamante sembra essere la Confindustria.
Le dichiarazioni rilasciate in Commissione Cultura dal Vice Presidente di Confindustria, gli articoli apparsi sul “Sole 24ore” e tutta la campagna mediatica posta in essere negli ultimi mesi, lasciano pochi dubbi sulla strategia di assalto alla diligenza attuata nei confronti dell’Istituzione universitaria pubblica.
La cosiddetta governance, che inserisce nei CdA degli Atenei almeno il 30% di “esperti esterni” portatori di “saperi altri”, presumibilmente derivanti da un mondo imprenditoriale italiano che, dagli scandali Cirio a Parlamat, passando per lo spregio della sicurezza nel lavoro e per la “delocalizzazione” nonché la deindustrializzazione dell’Italia; ha già dato ampia prova di se e di come concepisce il suo posizionamento sociale continuando indefessamente a privatizzare i profitti ed a socializzare le perdite. (per proseguire nella lettura cliccare sulla freccia in basso)
Vi presento la lettera che il Presidente Nazionale del CIPUR ha inviato al Presidente del Consiglio ed al Capo dello Stato. Vi si esprimono sia la preoccupazione che lo scoramento che sicuramente coinvolge tutti il mondo universitario nel vedere l'Università avviarsi verso la distruzione. Ulteriori parole sono inutili.
Ill.mo sig. Presidente, fanno impressione a chi vive di stipendio, ed assiste alla inarrestabile crescita dei costi della politica, dell’apparato amministrativo del Paese e di certuni enti pubblici, le tipologie di interventi poste in atto dal CDM del 25-05 che non incidono sufficientemente sui difetti strutturali del Paese.
Le retribuzioni, la numerosità ed i ruoli dei dipendenti e dirigenti di Quirinale, Camera, Senato, Palazzo Chigi, Banca d’Italia ed altri enti o istituzioni configurano mondi estranei alla rimanente parte del Paese; analoga sensazione inducono il trattamento economico, i privilegi, il numero di “direttori”, le liquidazioni di certune tipologie di operatori della rete televisiva pubblica, con in più la desolante percezione di espropri, distorsioni del servizio dovuto, da parte di taluni, del mezzo stesso. Balza agli occhi pure il cumularsi per le più alte cariche dello Stato di liquidazioni e pensioni faraoniche, per non parlare del codazzo di persone ed uffici che li “seguono” a vita a spese dei contribuenti, garanzia di un perenne “fuori ruolo” reminiscenza di una “nobiltà” fuori tempo! (per proseguire nella lettura cliccare sulla freccia in basso)
Francesco Indiveri, presidente del CNU (Comitato Nazionale Universitario) ha inviato la seguente petizione ai componenti della VII Commissione del Senato al fine di far conoscere a TUTTI lo stato dell'Università in Italia. "Le scriviamo dopo aver preso visione degli emendamenti che sono stati proposti sul DDL 1905 nel corso della discussione in seno alla Commissione VII del Senato. La valutazione di questi emendamenti ci ha... (per proseguire nella lettura cliccare sulla freccia in basso)
TARRICONE S., KARATOSIDI D., PINTO F., CAGNETTA P., MARSICO G., COLANGELO D. (2010) - Composizione acidica del grasso delle carni di vitelloni podolici di 14 e 18 mesi di età. Atti VII Convegno Nazionale Acidi Grassi Omega 3, CLA e Antiossidanti, Progress in Nutrition, 12, 2, 197-198, 24-26 giugno, Ancona (Italy).